10 Dicembre 2008
http://edition.cnn.com/video/#/video/bestoftv/2008/09/25/ldt.power.of.volt.cnn?iref=videosearch
L’auto e’ morta? Non so, pero’ il governo americano pomperà $15 miliardi come “prestito ponte” alla propria industria automobilistica nazionale. Dicono che sia il peggior momento dell’intera storia automobilistica in termini di mercato.
Io mi chiedo solo se l’investimento di circa $350 milioni della GM per costruire una nuova fabbrica di auto 100% elettriche (le Volt) – annunciato a settembre – vada avanti o no. Se va avanti, saranno soldi ben spesi per il contribuente americano. Altrimenti saranno bruciati.
Fra parentesi, la fabbrica dovrebbe sorgere a Flint, Michigan. Flint e’ proprio la citta’ natale di Michael Moore, la citta’ che e’ morta insieme alla sua industria automobilistica e sulla quale il regista ha fatto uno dei suoi primi documentari (Roger and I, mi sembra si intitoli). Sarebbe ironico se dopo il documentario di Moore, Flint diventasse la capitale dell’auto del XXI secolo.
Update: il video non funziona piu’ (grazie per la segnalazione). Il concetto comunque era che a Flint speravano in una rinascita, e i manager della GM erano venuti ad annunciare l’imminente apertura dello stabilimento di produzione della Chevvy Volt, l’auto 100% elettrica della GM.
Update II: Ovviamente la costruzione dell’impianto da $349 milioni di dollari e’ stata sospesa. Nel frattempo invece, la stessa GM continua a costruire impianti per la produzione di auto tradizionali in Cina. Fonte
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Pubblicato da eurodillo
27 Giugno 2008

Il Senato americano ha approvato ieri i finanziamenti per le guerre in Irak e in Afghanistan: sono stati stanziati $165 miliardi, destinati a coprire le operazioni di guerra fino all’inizio del 2009. La Camera ha gia’ approvato, manca solo la firma di Bush (che e’ soddisfatto dell’accordo).
Fa impressione.
Foto | Thruhike98
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Pubblicato da eurodillo
16 Febbraio 2008
Per me queste dichiarazioni di Obama equivalgono a chiudere la porta ad ogni possibilità di ticket con Hillary Clinton.
Sono parole troppo forti:
“The problem we have is not a lack of good ideas,” Obama said in Milwaukee, Wisconsin, Friday. “It’s that Washington today is a place where good ideas go to die.”
“In this campaign, [Clinton has] taken nearly double the amount of money from lobbyists than any Democrat or Republican running for president,” he said. “That’s not being a part of the solutions business. That’s being a part of business-as-usual in Washington.”
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Pubblicato da eurodillo
5 Febbraio 2008
Oggi è il Supertuesday negli USA: si svolgono le primarie in gran parte degli Stati federati… ça veut dire que è probabile che il destino di Obama, Hillary, McCain e Romney sarà scritto oggi. Se Obama non vince, vedo probabile l’ipotesi di ticket con Hillary, ma la stampa americana vede Obama in rimonta, il miracolo è possibile!
Let’s see what happens!
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Pubblicato da eurodillo
14 Gennaio 2008
Democrats win!/vincono i democratici!
Ecco perchè/here’s why:
Money raised by Hillary Clinton+Barack Obama, as of 30/9/2007: $171,192,215.
Money raised by ALL (!!) of the Republican candidates together, as of 30/9/2007: $163,303,939.
Did I make my point?
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Pubblicato da eurodillo
4 Gennaio 2008
Barack Obama has won the Iowa caucus. How can you not be inspired by his victory speech? Here’s a passage with the point he always makes:
You said the time has come to tell the lobbyists who think their money and their influence speak louder than our voices, that they don’t own this government. We do, and we are here to take it back.
That’s a whole electoral programme right there.
Hope is what led me here today. With a father from Kenya and a mother from Kansas and a story that could only happen in the United States of America.
Hope is the bedrock of this nation. The belief that our destiny will not be written for us, but by us. By all those men and women who are not content to settle for the world as it is.
And that’s a manifesto against resignation, something that depicts perfectly the difference between Italy and the USA.
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Pubblicato da eurodillo
22 Novembre 2007
Il candidato alle presidenziali americane Barack Obama ha fatto sapere tramite un portavoce di essere contrario alle tecniche di filtraggio da parte degli ISP, tecniche ampiamente adottate anche in Italia da parte di tutti gli operatori ADSL.
La neutralità della rete è il vero diritto per cui si dovrà combattere a tutti i livelli in questo secolo. E’ uno snodo fondamentale della democrazia e dello sviluppo contemporanei. Senza neutralità della rete non c’è libertà e non c’è progresso. Non c’è prosperità e non c’è uguaglianza delle possibilità.
La rete che conosciamo oggi è “un gigante dai piedi d’argilla“, come ha efficacemente notato sul suo blog Stefano Quintarelli, uno dei padri dell’internet italiana. Non si può dare niente per scontato, bisogna vigilare per eliminare la schiavitù del XXI secolo. E non per il P2P – cui la questione viene ridotta anche dagli articoli linkati in questo post – ma per assicurare il corretto, democratico e meritocratico sviluppo di quella “rete cognitiva estesa” che è internet e di riflesso di tutte le attività umane.
Questa semplice affermazione fa di Obama il mio candidato preferito. Un nero alla Casa Bianca sarebbe senz’altro un ossimoro molto gradito.
Via | Punto Informatico
» Il filtraggio in Italia riassunto da Max Cavazzini, tech-blogger e dipendente di 3 Italia
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Pubblicato da eurodillo
28 Ottobre 2007
Appunti sparsi, just for the record… poi non dite che non ve l’avevo detto.
Putin paventa il ritorno alla corsa agli armamenti. D’accordo, lo fa per dissuadere gli americani dalla vecchia idea dello scudo spaziale, ma lo fa con parole strane: «Dobbiamo convincere altri Paesi ad assumersi gli stessi impegni già presi da Stati Uniti e Russia», dice Putin riferendosi al Trattato sull’eliminazione dei missili a media e breve gittata (Inf). Se questo obbiettivo non venisse raggiunto, «per noi sarà difficile rimanere nel quadro di quel trattato, nel caso altri paesi sviluppino attivamente quei sistemi di armi». Come a dire: una nuova corsa agli armamenti atomici può “non dipendere da noi”. Se qualcun altro sviluppa armi atomiche, noi ci buttiamo nella mischia.
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Pubblicato da eurodillo
14 Ottobre 2007
La democrazia è pronta per un sistema di voto digitale, che faccia votare gli elettori su un computer invece che su supporti cartacei controllabili a posteriori?
Sembrerebbe di no. Dopo il famoso “Florida recount” del 2000 molti Stati americani, Florida inclusa, avevano speso milioni di dollari per comprare computer touch screen per il voto. Solo la Florida ha speso $14,5 milioni e deve pagarne ancora $4,8. Nonostante tutti questi soldi, i “computer elettorali” sono già in (s)vendita. E tutti gli Stati che dopo il 2000 avevano comprato queste macchine ora se ne stanno liberando. Il voto elettronico non consente controlli, non è materiale, è manipolabile. La storia della tecnologia – dai sistemi di criptaggio fino all’odierno Apple Iphone – ci insegna che niente di ciò che si esprime con 1 e 0 è sicuro dalle manipolazioni. La Florida si è data un termine massimo stabilito per legge per liberarsi dei touch screen: 1 luglio 2008. Si torna alla carta da bucare e ai conteggiatori ottici.
Chissà se qualcuno avvertirà il governo italiano, che nelle ultime 2 elezioni – con la scusa di scimmiottare gli americani – ha fatto spendere ai contribuenti milioni di euro (34 alle ultime politiche!) per “sperimentare” il voto elettronico. Si continuerà anche alle prossime politiche con questa pagliacciata ad usum clientelorum?
Speriamo di no!
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Pubblicato da eurodillo
12 Ottobre 2007
Continuano i Nobel-schiaffo per la Pace. I Nobel-schiaffo sono quei premi formalmente destinati a persone che si sono distinte per gli sforzi profusi nella pace, e che invece non sono altro che non-premi nobel (Premi Lebon?) per l’Amministrazione Bush. In questo senso, l’Amministrazione Bush ha segnato un record senza pari: ha ottenuto ben 3 Premi Lebon per la Pace in soli 7 anni! Vediamo perché.
Si cominciò nel 2001 col premio Nobel all’ONU ed al suo segretario generale Kofi Annan: un chiaro invito per l’Amministrazione Bush a perseguire la via del multilateralismo che i neo-con appena insediatisi alla Casa Bianca hanno sempre considerato come un’opzione ridicola.
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Pubblicato da eurodillo