Voltare le spalle

15 Luglio 2008

In un suo discorso, Antonio Di Pietro ha detto che il PD di Veltroni, nel prendere le distanze dall’Italia dei Valori non volta le spalle al “partito delle mani pulite”, ma al paese reale e agli elettori dello stesso PD. Gli elettori sono stanchi della casta, del sovvertimento costituzionale e di una politica che non si occupa del paese. Li’ per li’ l’ho presa come una frase da comizio. Oggi pero’ leggo su Repubblica (giornale non certo filo-IdV, come tutti i giornali, del resto) dei dati quasi sconvolgenti:

Il sondaggio ribalta invece il verdetto delle urne per quanto riguarda l’opposizione, regalando all’Italia dei valori una fiducia del 47% e un +2% rispetto a giugno, guadagnato probabilmente grazie alla mobilitazione di piazza Navona. Un valore molto più alto del 34% (-2 rispetto al mese precedente) raccolto dal Partito democratico.

A questo punto, dire che la gente e’ stanca riduttivo: gli italiani sono stufi marci. Se il PD continua cosi’ – inciucioso e “diversamente concorde” – le prossime elezioni se le giocheranno Berlusconi e Di Pietro.


Italiaindietrotutta

18 Giugno 2008

cheppalle i postpessimisti da vecchio trombone! cheppalle!! chestrapalle e aripalle!!!
li odio, non li voglio scrivere, mi fann’ shkif’ vi dico!

Ogni volta e’ la stessa storia: mi metto a scrivere solo quando sento un impulso irrefrenabile a gridare al mondo (che per approssimazione viene rappresentato dai miei 2 lettori, di cui uno e’ il googlebot e l’altro mio padre). Invariabilmente questo impulso origina da un moto di ribrezzo che mi sale nelle vene e mi formicola nelle mani fino a conquistare la punta delle dita. persino del pollice che poveraccio verra’ coinvolto si’ e no un tasto ogni venti. e ogni volta mi vengono le immense banalità del pessimista cronico, del saccentello scettico, del vecchietto da bar che ce l’ha col governo-ladro-politici-corrotti e col caldo-torrido-che-quest’estate-non-si-respira. quello sdentato che se ne sta seduto davanti alla cronaca nera del Tirreno e inveisce un po’ contro tutti che se fosse per lui.

Insomma, possibile che la lettura delle notizie di oggi mi trasformi ancora una volta – come una specie di Hulk al contrario – nel mio tanto odiato vecchietto rompiballe? Eppure e’ cosi’. Mi sembra che l’Italia torni indietro: Berlusconi da presidente del consiglio spinge per una legge erga omnes che in realta’ mira a bloccare il suo di processo. E il bello e’ che sia lui che i suoi deputati lo ammettono (es. Quagliariello – intervista di oggi al Messaggero).
E allora l’opposizione si oppone e gli altri (1 e 2) gridano alla “vecchia” sinistra. E la “vecchia” sinistra che fa? Alza il telefono e chiama la “stravecchia” sinistra

Addio riforme: bloccati di nuovo in un vicolo cieco.


L’avanguardia democratica

28 Ottobre 2007

Sulla costituente del Partito Democratico, cito da Repubblica.it:

Succede che dopo che Veltroni canta l’inno d’Italia sul palco con lo stato maggiore del Pd, la Finocchiaro dà lettura dei membri delle tre commissioni, quelle che dovranno redigere le regole dello Statuto del partito, del codice etico e della carta dei valori. Sono trecento nomi letti in fretta che non si capisce bene chi li abbia scelti. “Hanno chiesto chi era disponibile” spiega Adinolfi e “ognuno ha indicato se e cosa voleva fare”. Ci sono tutti quelli che contano, ministri e parlamentari, i collaboratori più stretti di Veltroni, Fassino, D’Alema, Veltroni. Viene letto il nome di De Mita, membro della commissione Etica e salgono mugugni e fischi. Chi approva deve alzare il tesserino in segno di conferma. Se ne alzano pochissimi. Ma non importa. “Bene, approvato” corre con la voce Finocchiaro. Una delegata calabrese prova a dire: “Beh, come. Io non sono d’accordo con questi nomi, ma che modi sono, perché questa fretta”. Se ne va delusa. Partito aperto sì, ma mica autogestito. Se ne riparlerà nei rispettivi collegi. E poi per la seconda tappa della Costituente. A febbraio, questa volta a Roma.

NB: Al contrario di quanto affermato da Repubblica, De Mita è membro della Commissione Statuto e non Etica… Mi pareva strano infatti! Proprio non ce lo vedevo, uno potente come De Mita, a occuparsi di accanimento terapeutico mentre nella stanza accanto si scrivono le regole del gioco. Eh no, proprio no.


L’inno del Partito Democratico/2

18 Ottobre 2007

Questa volta a cimentarsi è Neri Marcoré nei panni di Ligabue, sulla falsariga di “Certe notti”. Fra l’altro, il testo dice una cosa che si è detta anche qui: “Hai voluto la bici, ma dove ti porta lo decide lei!

E’ proprio così.

 Altre perle:

E ci posson stare tuuttiiii, dentro ’sto piddìììì, chiama pure Beeerlusconiiii, la moglie è già quiiii!” [Si riferisce all'invito che Veltroni ha rivolto a Veronica Lario].

Tutti i voti son buoni, se li danno a noi, ci vediamo da Vespa prima o poi!


PD, quo vadis?

16 Ottobre 2007

La migliore spiegazione sul DOVE VA il Partito Democratico l’ha data Luca Ricolfi su La Stampa, con un editoriale di oggi intitolato “Rivoluzione di nascosto”. Ne riporto un pezzo (con enfasi aggiunte) e poi commento.

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Ma come, la data esatta non la sanno???

15 Ottobre 2007

Nasce il partito democratico… ma quando?

:D

[banner visto sul sito della Lanzillotta]


L’errore delle primarie

14 Ottobre 2007

L’idea base del partito democratico dovrebbe essere quella di aprire i partiti alla società: cercare di uscire dal modello del partito chiuso (al cui interno si assiste ad una perenne lotta di potere) e rendere contendibili tutte le cariche interne. Questo consentirebbe di far uscire l’Italia dal circolo vizioso del clientelismo che blocca ogni riforma (economica e istituzionale) e quindi tarpa lo sviluppo ed il suo corollario, l’equità sociale. Le primarie così come impostate da DS e Margherita servono a questo? No, perché le liste sono bloccate e nelle liste collegate al candidato-designato – che avrà la maggioranza – ci sono tutti i vecchi quadri dei due partiti fondatori, più qualche star – come scrittori e attori famosi – messa lì per tirarsi dietro i voti degli indecisi (o dei disinformati). Si usa cioè lo stesso trucchetto usato da tutti i partiti per le elezioni politiche.

Qual è l’errore: ricandidare i quadri? Assolutamente no. L’errore è far eleggere il segretario di partito. In questo modo la si butta sul personale e si perde di vista la vera battaglia di queste ore: il rinnovamento dei partiti. Non cambia assolutamente niente se alla guida del partito c’è Veltroni, la Bindi, Letta o persino Schifani! Chiunque sia il leader, quello che conta è ciò che avviene sotto, nelle segreterie locali e in quella nazionale. Se nasce un partito davvero nuovo, creato dalla società civile e quindi aperto e contendibile, finirà l’antipolitica perché la politica sarà finalmente in grado di dare risposte. Ma se si butta fumo negli occhi della gente, chiedendogli se vogliono Veltroni o la Bindi, si pone la domanda sbagliata. Uno skipper può essere il n. 1 del mondo, ma se gli viene dato un canotto, non può fare la traversata atlantica.


L’inno del Partito Democratico

13 Ottobre 2007

Domani ci sono le primarie del Partito Democratico. Un’improbabile fusione tra comunisti e democristiani, ché se gliel’avessero detto a Don Camillo e Peppone sarebbero svenuti… prima di imbracciare i fucili, ovviamente! Come fare allora a metterli tutti insieme in una stanza per stendere lo statuto? Ci vuole una bella fusione culturale delle basi, un meltin’ pot dei valori! Ci hanno pensato Crozza e Cristicchi a creare una mirabile sintesi per il PD [vedi video] .

Dopo il salto c’è il testo.

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