E noi abbiamo dato il benservito a Air France….

29 Luglio 2008

Il Sole 24 Ore: British Airways e Iberia preparano le carte per le nozze

British Airways e Iberia hanno avviato le trattative per una fusione tra le due compagnie sulla base di uno scambio azionario. Le nozze sono apprezzate dai mercati, che premiano i due titoli (ore 13,45) con un +4,3% per la compagnia spagnola e un +5,86% per quella britannica.


Comunisti di destra e di sinistra

14 Luglio 2008

La politica economica di Tremonti e’ cosi’ riassumibile: dirigismo e monopoli. Ovvero combattere l’inflazione attraverso iniziative del governo invece che attraverso la concorrenza fra imprese. Non per niente Tremonti ha scritto nientepopodimenoche un libro intero contro la “globalizzazione”. [1]

Ma parliamo per fatti, che e’ meglio:

- Per combattere il caro-mutui, no a concorrenza fra banche e si a concertazione governo-associazione bancaria (ABI).

- Per povertà, no a potenziamento antitrust, si’ a “social card” e potenziamento di “Mister Prezzi”.

- Per caro benzina no a liberalizzazione della distribuzione, si a Robin Tax e alla mancata scorporazione della rete gas dall’ENI.

Messaggio chiaro.

In un’intervista al Corriere, l’ex ministro per le attività produttive/sviluppo economico Bersani bacchetta la destra per il suo deficit di liberismo. Fa notare che contro il caro-prezzi favorire i monopoli e non puntare sulla concorrenza e’ quanto meno controproducente. Tutto giusto. Ma – a parte l’ironia di un ex-PCI che da’ lezioni di liberismo (il che ormai in Italia ci può stare) – ricordo che:

- Mister Prezzi (non nominato nell’intervista, ma esempio perfetto di dirigismo) e’ un invenzione del governo Prodi;

- il governo Prodi ha rinviato la mancata vendita di Snam rete gas da parte di ENI.

Parole vuote quelle di Bersani, perché sono i fatti che parlano.

«[...] Tutte le azioni sinora messe in campo dal governo non hanno protetto dall’inflazione e quindi dall’impoverimento del continuo rialzo dei prezzi chi non può difendersi: pensionati, reddito fisso, le imprese attive nel settore dei consumi. Questi sono fatti non demagogia».

E’ un fatto che con la Robin Tax il governo abbia tassato banche e petrolieri.

«La destra usa meglio di noi parole confortevoli. Ma che stavolta resteranno parole e non funzioneranno».

Ripeto: la Robin tax non è una parola sono tasse e non per gli operai.

«Sì, ma inefficaci. Anzi che tendono a fare sì che poteri forti come i petrolieri, le banche, le assicurazioni (non ho sentito una parola su di loro per inciso) siano messi al riparo dal confronto con i consumatori, con la concorrenza».

Tornano i poteri forti?

«Certo. Il discorso che fa Tremonti è semplice: voi petrolieri, banche, vi affidate allo Stato mediatore e io vi metto al riparo. Vi accordate con me sui mutui e la portabilità dei mutui stessi di fatto va in cavalleria. Ecco gli accordi con le Autostrade, i camionisti, la Tav, l’azzeramento dell’Authority per l’energia che aveva osato mettere il naso nei bilanci dei colossi energetici…».

Sarà, ma l’Eni di Scaroni staccherà un assegno da 200 milioni per il fondo di solidarietà. E’ un altro fatto.

«Sì ma intanto gli lascia la rete del gas e la concorrenza non farà passi in avanti. E senza concorrenza l’inflazione corre. Tranne che per il governo».

[1] Globalizzazione che altro non e’, al contrario di cio’ che pensa Tremonti, se non concorrenza su scala globale (= mercati più ampi, maggiore scelta e prezzi più bassi). La concorrenza non piace alle imprese inefficienti, ma fa la gioia dei consumatori, anche di quelli (la maggior parte) che non lo sanno o che pensano addirittura che la globalizzazione sia un danno. Soprattutto, di solito la globalizzazione non piace alle élites locali, ai “potenti”, cioè a coloro che godono di rendite in un particolare mercato nazionale grazie alla chiusura dei mercati o alle regolamentazioni più o meno velatamente protezionistiche.


Oltre il ridicolo

14 Dicembre 2007

Vendesi Alitalia

Indiscrezioni stampa: la compagnia AirOne, che la politica tutta e i sindacati vorrebbero vedere fondersi con Alitalia a spese dei cittadini-utenti (si creerebbe un megamonopolio sulle tratte aeree interne), ha offerto €0,01 per azione e in più chiede uno sconto sui bond Alitalia. Air France invece ha offerto €0,35 – che andrebbero al Ministero del Tesoro – e in più offre la garanzia di aver già risanato egregiamente un’altra compagnia di bandiera, la KLM.

Ora, la decisione sull’acquirente di Alitalia doveva essere presa ieri, ma è stata rimandata. Adesso stanno studiando qualche scappatoia per dare Alitalia ugualmente a Toto di AirOne.

Non siamo neanche più la Repubblica delle Banane: le banane ormai sono marce.


Molla gli slot!!

13 Dicembre 2007

Vendesi AlitaliaPerché il cittadino italiano, quando si parla di privatizzazioni, fa sempre la parte dello zerbino?

Forse perché gli italiani sono molto pelosi?


Il liberismo è di sinistra?

29 Novembre 2007

Il liberismo è di sinistra di Alesina e GiavazziAlberto Alesina e Francesco Giavazzi – due professori italiani di caratura internazionale – pensano di sì, tanto da aver intitolato un pamphlet come questo post, ma senza punto interrogativo.

Alesina e Giavazzi si rivolgono all’italiano medio – che è anche mediamente confuso sui temi della politica e dell’economia – per spiegare come la liberalizzazione dei mercati, la concorrenza, la libertà di licenziamento, la diminuzione della spesa pubblica e la riduzione dell’intervento dello stato in economia siano tutte cose che vanno a vantaggio dei più deboli, dei cittadini e dei consumatori. Sono tutte cose che aumentano il benessere generale ed il potere d’acquisto dei salari, che rendono più facile trovare un lavoro e che favoriscono l’innovazione. L’argument dei due professori è dunque che se la sinistra ha a cuore i più deboli, allora dovrebbe battersi per il liberismo economico.

Sono tutte cose indubbiamente vere, addirittura banali per chi ha studiato un minino di economia. In Italia però – purtroppo – si tratta ancora di verità “semi-rivoluzionarie”, anche se i due autori sono convinti che qualcosa da questo punto di vista stia cambiando. Giavazzi e Alesina notano infatti che gli interventi più popolari in assoluto del governo Prodi sono state le liberalizzazioni e che oggi anche la sinistra italiana sta rivalutando l’iron lady Margaret Thatcher.

Bene hanno fatto dunque Alesina e Giavazzi a scrivere questo godibile libercolo (si legge in poche ore ed è scritto in modo scorrevole e leggero). Alla fine però rimane un dubbio riguardo al titolo.

Ma il liberismo E’ di sinistra?

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Una vera notizia

22 Novembre 2007

Web of knowledge - Fonte: Melani Traini (http://melanitraini.wordpress.com/)Il candidato alle presidenziali americane Barack Obama ha fatto sapere tramite un portavoce di essere contrario alle tecniche di filtraggio da parte degli ISP, tecniche ampiamente adottate anche in Italia da parte di tutti gli operatori ADSL.

La neutralità della rete è il vero diritto per cui si dovrà combattere a tutti i livelli in questo secolo. E’ uno snodo fondamentale della democrazia e dello sviluppo contemporanei. Senza neutralità della rete non c’è libertà e non c’è progresso. Non c’è prosperità e non c’è uguaglianza delle possibilità.

La rete che conosciamo oggi è “un gigante dai piedi d’argilla“, come ha efficacemente notato sul suo blog Stefano Quintarelli, uno dei padri dell’internet italiana. Non si può dare niente per scontato, bisogna vigilare per eliminare la schiavitù del XXI secolo. E non per il P2P – cui la questione viene ridotta anche dagli articoli linkati in questo post – ma per assicurare il corretto, democratico e meritocratico sviluppo di quella “rete cognitiva estesa” che è internet e di riflesso di tutte le attività umane.

Questa semplice affermazione fa di Obama il mio candidato preferito. Un nero alla Casa Bianca sarebbe senz’altro un ossimoro molto gradito.

Via | Punto Informatico

» Il filtraggio in Italia riassunto da Max Cavazzini, tech-blogger e dipendente di 3 Italia


Class action inserita in Finanziaria: la gatta frettolosa fa i gattini ciechi

16 Novembre 2007

Class Action… non Claque ActionIn Senato è stato approvato per caso l’emendamento Manzione-Bordon che inserisce nella legge Finanziaria la class action una sottospecie di azione collettiva che deve essere seguita da una miriade di azioni individuali.

Invece di proseguire il naturale iter legislativo nelle commissioni parlamentari, la maggioranza ha centrato il blitz per acchiappare due piccioni con una fava:

Piccione 1 –> accontentare le centinaia di migliaia di elettori che da anni chiedono l’introduzione della class action in Italia ;

Piccione 2 –> accontentare le lobby del falso capitalismo (non liberale, ma protezionista, come da nostra tradizione), che di class action non vogliono sentir parlare.

D’altronde nei Palazzi della debole politica italiana chiunque è forte: da Mastella a Dini – dall’alto del loro 1% – fino ai terremotati del Belice (a.d. 1968).

Non si può non dare atto alla maggioranza di governo che Houdini, in confronto, era veramente un pivello.

Di seguito i motivi per cui la class action quella strana accozzaglia di disposizioni informi inserita in finanziaria va chiamata col suo nome: troiaio.

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Il cattocomunista

24 Settembre 2007

Il cattocomunista Ratzinger

Dietro «l’emergenza della fame» e la questione «ecologica» c’è «la logica del profitto», a cui si contrappone quella «della condivisione e della solidarietà».

Fonte: Corriere della Sera

In Cina, da quando il capitalismo è stato introdotto, il numero di persone povere è passato dai 250 milioni del 1978 ai 29 milioni di fine 2003.

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Inoizazzilarebil

23 Settembre 2007

Cos’è il contrario di una liberalizzazione? Una cosa che ingessa il mercato, chiude alla concorrenza, sbarra l’ingresso ai nuovi venuti?

Imprigionamento? Non so, comunque un bell’esempio è qui e qui. Povera Italia…