C’e’ primo ministro e primo ministro

8 Agosto 2008

Il primo ministro israeliano Olmert, indagato per corruzione (siamo solo alle indagini preliminari) si e’ dimesso pronunciando le seguenti parole:

“Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato come gli altri. Dimostrerò che le accuse di corruzione sono infondate da cittadino qualunque. Errori ne ho commessi e me ne pento. Per la carica che occupo ero consapevole di poter finire al centro di attacchi feroci. Ma nel mio caso si è passata la misura”.

Qualcosa di simile sulla sponda nord del Mediterraneo non credo che la sentiremo mai… consiglio la lettura di questo articolo di Travaglio.


Hood Robin

6 Agosto 2008

Da Corriere.it sul Piano Casa del governo Berlusconi.

Ma le cifre fornite dal ministro non tranquillizzando il Sunia: sul piede di guerra il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari secondo il quale il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, annuncia 20.000 case nel 2009 «e intanto ne cancella 12.000». Con l’approvazione alla Camera del decreto legge che anticipa la manovra e diventata legge dello Stato «una vera e propria truffa», dice il segretario nazionale del Sunia Luigi Pallotta, sottolineando che si tolgono 550 milioni di euro destinati nel 2007 all’emergenza abitativa, ed in particolare alle famiglie disagiate sottoposte a sfratto, per destinarli ad un fondo nazionale che dovrà finanziare un “piano casa” tutto da definire entro sei mesi (gennaio 2009), che dovrà successivamente essere attuato dalle Regioni e dai Comuni. Stando alla lettura del testo approvato il piano «già si profila come l’ennesimo sostegno ai costruttori nostrani che per effetto della crisi vedono crollate le compravendite», sostiene il segretario. Altri alloggi in proprietà, quindi, che «non servono a nulla e vanno nella direzione opposta alla necessità che lo stesso Governo e gli stessi costruttori hanno, sino a poche settimane fa, dichiarato: quella di costruire e recuperare alloggi in locazione a canoni sostenibili dai redditi delle famiglie in cerca di abitazione».


Alitalia: dito medio al contribuente

30 Luglio 2008

Corriere.it: Pronto il piano di Intesa, ora tocca al governo

Chi ha pagato Alitalia in questi anni? I cittadini italiani. Di chi si fa l’interesse?

All’Alitalia serve una soluzione di mercato che risulti accettabile a tutti gli stakeholder della compagnia. E’ questo il ragionamento che vanno facendo gli uomini di Intesa Sanpaolo che hanno lavorato alacremente alle ipotesi per un piano di rilancio di Alitalia [...].

Alla fine e’ finita come doveva finire: con l’accorpamento con Air One. Dai e dai, spingi spingi sono arrivati dove volevano.

integrazione con Air One e conseguente rafforzamento sul mercato domestico. I francesi e i tedeschi si giovano di una posizione di grande forza sui rispettivi territori (in un caso oltre il 90%) perché, argomentano, non dovrebbe farlo la nuova Alitalia che supererebbe di poco il 60%?

Certo, perche’? Forse perche’ chi prende l’aereo vorrebbe avere facolta’ di scelta? Forse perche’ dopo avere finanziato decenni di semi-monopolio non ne possiamo piu’? Ma no….

E se l’Antitrust, come appare più che probabile, aprirà un’istruttoria sulla posizione dominante nella tratta regina, la Linate-Fiumicino, secondo gli advisor la nuova società e i suoi nuovi azionisti potrebbero concordare con il garante “opportune misure” pro consumatori, così come succede per svariate altre rotte europee.

Sono proprio curioso di sapere cosa sarebbero questi miracolosi palliativi in grado di surrogare un mercato aperto… Cittadini italiani!! Udite udite!! Non c’e’ piu’ bisogno della concorrenza: con i monopoli e le “misure pro consumatori” si ottiene lo stesso risultato! Allegria!

Comunque vale la pena ricordare che con l’avvento del servizio ferroviario di alta velocità Roma-Milano è prevista un’ampia trasmigrazione di passeggeri dall’aereo al treno. La concorrenza sarà dunque assicurata, gli studi di mercato prevedono che il treno in pochi anni possa arrivare addirittura al 50% del mercato.

Eccola la soluzione: non vi vanno bene le tariffe Alitalia? Prendete il treno!


E noi abbiamo dato il benservito a Air France….

29 Luglio 2008

Il Sole 24 Ore: British Airways e Iberia preparano le carte per le nozze

British Airways e Iberia hanno avviato le trattative per una fusione tra le due compagnie sulla base di uno scambio azionario. Le nozze sono apprezzate dai mercati, che premiano i due titoli (ore 13,45) con un +4,3% per la compagnia spagnola e un +5,86% per quella britannica.


Una buona norma in Finanziaria

29 Luglio 2008

Derivati (articolo 62). Contenimento dell’uso degli strumenti derivati. La norma vieta alle Regioni, alle Province autonome di Trento e Bolzano e agli enti locali: la stipula di contratti relativi agli strumenti finanziari derivati, fino a una nuova regolamentazione governativa; il ricorso all’indebitamento attraverso contratti che non prevedano modalità di rimborso con rate di ammortamento comprensive di capitale e interessi; l’emissione di titoli con rimborso del capitale in un’unica soluzione alla scadenza.

Via | Il Sole 24 Ore


Voltare le spalle

15 Luglio 2008

In un suo discorso, Antonio Di Pietro ha detto che il PD di Veltroni, nel prendere le distanze dall’Italia dei Valori non volta le spalle al “partito delle mani pulite”, ma al paese reale e agli elettori dello stesso PD. Gli elettori sono stanchi della casta, del sovvertimento costituzionale e di una politica che non si occupa del paese. Li’ per li’ l’ho presa come una frase da comizio. Oggi pero’ leggo su Repubblica (giornale non certo filo-IdV, come tutti i giornali, del resto) dei dati quasi sconvolgenti:

Il sondaggio ribalta invece il verdetto delle urne per quanto riguarda l’opposizione, regalando all’Italia dei valori una fiducia del 47% e un +2% rispetto a giugno, guadagnato probabilmente grazie alla mobilitazione di piazza Navona. Un valore molto più alto del 34% (-2 rispetto al mese precedente) raccolto dal Partito democratico.

A questo punto, dire che la gente e’ stanca riduttivo: gli italiani sono stufi marci. Se il PD continua cosi’ – inciucioso e “diversamente concorde” – le prossime elezioni se le giocheranno Berlusconi e Di Pietro.


Comunisti di destra e di sinistra

14 Luglio 2008

La politica economica di Tremonti e’ cosi’ riassumibile: dirigismo e monopoli. Ovvero combattere l’inflazione attraverso iniziative del governo invece che attraverso la concorrenza fra imprese. Non per niente Tremonti ha scritto nientepopodimenoche un libro intero contro la “globalizzazione”. [1]

Ma parliamo per fatti, che e’ meglio:

- Per combattere il caro-mutui, no a concorrenza fra banche e si a concertazione governo-associazione bancaria (ABI).

- Per povertà, no a potenziamento antitrust, si’ a “social card” e potenziamento di “Mister Prezzi”.

- Per caro benzina no a liberalizzazione della distribuzione, si a Robin Tax e alla mancata scorporazione della rete gas dall’ENI.

Messaggio chiaro.

In un’intervista al Corriere, l’ex ministro per le attività produttive/sviluppo economico Bersani bacchetta la destra per il suo deficit di liberismo. Fa notare che contro il caro-prezzi favorire i monopoli e non puntare sulla concorrenza e’ quanto meno controproducente. Tutto giusto. Ma – a parte l’ironia di un ex-PCI che da’ lezioni di liberismo (il che ormai in Italia ci può stare) – ricordo che:

- Mister Prezzi (non nominato nell’intervista, ma esempio perfetto di dirigismo) e’ un invenzione del governo Prodi;

- il governo Prodi ha rinviato la mancata vendita di Snam rete gas da parte di ENI.

Parole vuote quelle di Bersani, perché sono i fatti che parlano.

«[...] Tutte le azioni sinora messe in campo dal governo non hanno protetto dall’inflazione e quindi dall’impoverimento del continuo rialzo dei prezzi chi non può difendersi: pensionati, reddito fisso, le imprese attive nel settore dei consumi. Questi sono fatti non demagogia».

E’ un fatto che con la Robin Tax il governo abbia tassato banche e petrolieri.

«La destra usa meglio di noi parole confortevoli. Ma che stavolta resteranno parole e non funzioneranno».

Ripeto: la Robin tax non è una parola sono tasse e non per gli operai.

«Sì, ma inefficaci. Anzi che tendono a fare sì che poteri forti come i petrolieri, le banche, le assicurazioni (non ho sentito una parola su di loro per inciso) siano messi al riparo dal confronto con i consumatori, con la concorrenza».

Tornano i poteri forti?

«Certo. Il discorso che fa Tremonti è semplice: voi petrolieri, banche, vi affidate allo Stato mediatore e io vi metto al riparo. Vi accordate con me sui mutui e la portabilità dei mutui stessi di fatto va in cavalleria. Ecco gli accordi con le Autostrade, i camionisti, la Tav, l’azzeramento dell’Authority per l’energia che aveva osato mettere il naso nei bilanci dei colossi energetici…».

Sarà, ma l’Eni di Scaroni staccherà un assegno da 200 milioni per il fondo di solidarietà. E’ un altro fatto.

«Sì ma intanto gli lascia la rete del gas e la concorrenza non farà passi in avanti. E senza concorrenza l’inflazione corre. Tranne che per il governo».

[1] Globalizzazione che altro non e’, al contrario di cio’ che pensa Tremonti, se non concorrenza su scala globale (= mercati più ampi, maggiore scelta e prezzi più bassi). La concorrenza non piace alle imprese inefficienti, ma fa la gioia dei consumatori, anche di quelli (la maggior parte) che non lo sanno o che pensano addirittura che la globalizzazione sia un danno. Soprattutto, di solito la globalizzazione non piace alle élites locali, ai “potenti”, cioè a coloro che godono di rendite in un particolare mercato nazionale grazie alla chiusura dei mercati o alle regolamentazioni più o meno velatamente protezionistiche.


Editoriale di Berselli sul governo Berlusconi

14 Luglio 2008

Memorabile Berselli su L’Espresso… pane al pane, vino al vino, finalmente.


Bruno Tinti su Lodo Alfano

14 Luglio 2008

[...] non si deve dimenticare che anche le Alte Cariche dello Stato sono comuni cittadini; anche loro conducono, nei momenti lasciati liberi dalle alte funzioni che ricoprono, una normale vita di relazione. Si innamorano, si sposano, concepiscono e partoriscono figli, tengono animali di compagnia, guidano l’automobile, l’aereo, l’elicottero, le barche, a vela o a motore che siano; in qualche caso svolgono professioni: sono medici, ingegneri; in altri casi sono imprenditori e posseggono aziende. Insomma, sono Alte Cariche ma restano uomini che vivono nel mondo. [...] Se insomma [le Alte Cariche] commettono uno dei tanti reati che non hanno nulla a che fare con le funzioni proprie della loro Alta Carica Politica e per i quali tanti cittadini ogni giorno vengono sottoposti a processo?
Secondo il lodo Alfano non gli deve succedere nulla; perché l’unico modo per governare serenamente e pacificamente il Paese è una licenza a delinquere. E insomma l’interesse pubblico avanti tutto.

Ma poi, come le tuteliamo le vittime dei reati commessi dalle Alte Cariche dello Stato?
Beh, dice il lodo Alfano, prima di tutto c’è il processo civile; e poi il giudice può acquisire le prove non rinviabili.
Trattasi di una bufala.

Per continuare a leggere, ecco il post di Bruno Tinti sul Lodo Alfano.


Intervento di Salvatore Vassallo alla Camera dei Deputati (discussione su Lodo Alfano)

11 Luglio 2008

Vassallo e’ stato mio professore e il suo primo intervento in Aula e’ interessante proprio perché viene da uno scienziato della politica e si vede (a volte parla come un libro stampato, ma il tecnicismo e’ cosa apprezzabile nel deserto tecnico che e’ il Parlamento italiano).

[...] Anche grazie alle scelte compiute dal Partito Democratico prima, durante e dopo le elezioni, sarebbe stato possibile costruire in questa legislatura una pratica politica nuova, con un Parlamento meno frammentato, un Governo che gode di un mandato chiaro dagli elettori e di una larga maggioranza e un’opposizione egualmente forte e istituzionalmente leale; sarebbe stato possibile superare la logica delle contrapposizioni pregiudiziali, pur nel riconoscimento delle differenze, anche notevoli, sull’indirizzo politico contingente.
Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio nel suo discorso di investitura e le stesse dichiarazioni del Presidente Fini nel momento in cui ha assunto la carica di Presidente di questa Assemblea contenevano un’enfasi particolare sulla necessità e sull’opportunità di un dialogo costruttivo sulle regole del gioco. Alla prima prova, però, in cui si discute di una delicatissima regola del gioco istituzionale, la maggioranza e il Governo hanno dimostrato di essere largamente inadatti al ruolo che si erano assegnati. È evidente a tutti che l’agenda parlamentare delle ultime settimane sia stata dettata non da statisti con una visione compiuta del disegno istituzionale e dei suoi necessari equilibri, ma da colleghi della maggioranza, eccellenti professionisti nel loro campo, che sono anche – o prima ancora – avvocati difensori del Presidente del Consiglio nei procedimenti giudiziari che lo coinvolgono.
È un fatto ovvio, palese a tutti e in alcuni casi apertamente dichiarato in Transatlantico, che l’agenda parlamentare sia stata dettata dai tempi delle inchieste che coinvolgono l’onorevole Berlusconi [...].