C’e’ primo ministro e primo ministro

8 Agosto 2008

Il primo ministro israeliano Olmert, indagato per corruzione (siamo solo alle indagini preliminari) si e’ dimesso pronunciando le seguenti parole:

“Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato come gli altri. Dimostrerò che le accuse di corruzione sono infondate da cittadino qualunque. Errori ne ho commessi e me ne pento. Per la carica che occupo ero consapevole di poter finire al centro di attacchi feroci. Ma nel mio caso si è passata la misura”.

Qualcosa di simile sulla sponda nord del Mediterraneo non credo che la sentiremo mai… consiglio la lettura di questo articolo di Travaglio.


Alitalia: dito medio al contribuente

30 Luglio 2008

Corriere.it: Pronto il piano di Intesa, ora tocca al governo

Chi ha pagato Alitalia in questi anni? I cittadini italiani. Di chi si fa l’interesse?

All’Alitalia serve una soluzione di mercato che risulti accettabile a tutti gli stakeholder della compagnia. E’ questo il ragionamento che vanno facendo gli uomini di Intesa Sanpaolo che hanno lavorato alacremente alle ipotesi per un piano di rilancio di Alitalia [...].

Alla fine e’ finita come doveva finire: con l’accorpamento con Air One. Dai e dai, spingi spingi sono arrivati dove volevano.

integrazione con Air One e conseguente rafforzamento sul mercato domestico. I francesi e i tedeschi si giovano di una posizione di grande forza sui rispettivi territori (in un caso oltre il 90%) perché, argomentano, non dovrebbe farlo la nuova Alitalia che supererebbe di poco il 60%?

Certo, perche’? Forse perche’ chi prende l’aereo vorrebbe avere facolta’ di scelta? Forse perche’ dopo avere finanziato decenni di semi-monopolio non ne possiamo piu’? Ma no….

E se l’Antitrust, come appare più che probabile, aprirà un’istruttoria sulla posizione dominante nella tratta regina, la Linate-Fiumicino, secondo gli advisor la nuova società e i suoi nuovi azionisti potrebbero concordare con il garante “opportune misure” pro consumatori, così come succede per svariate altre rotte europee.

Sono proprio curioso di sapere cosa sarebbero questi miracolosi palliativi in grado di surrogare un mercato aperto… Cittadini italiani!! Udite udite!! Non c’e’ piu’ bisogno della concorrenza: con i monopoli e le “misure pro consumatori” si ottiene lo stesso risultato! Allegria!

Comunque vale la pena ricordare che con l’avvento del servizio ferroviario di alta velocità Roma-Milano è prevista un’ampia trasmigrazione di passeggeri dall’aereo al treno. La concorrenza sarà dunque assicurata, gli studi di mercato prevedono che il treno in pochi anni possa arrivare addirittura al 50% del mercato.

Eccola la soluzione: non vi vanno bene le tariffe Alitalia? Prendete il treno!


Editoriale di Berselli sul governo Berlusconi

14 Luglio 2008

Memorabile Berselli su L’Espresso… pane al pane, vino al vino, finalmente.


Bruno Tinti su Lodo Alfano

14 Luglio 2008

[...] non si deve dimenticare che anche le Alte Cariche dello Stato sono comuni cittadini; anche loro conducono, nei momenti lasciati liberi dalle alte funzioni che ricoprono, una normale vita di relazione. Si innamorano, si sposano, concepiscono e partoriscono figli, tengono animali di compagnia, guidano l’automobile, l’aereo, l’elicottero, le barche, a vela o a motore che siano; in qualche caso svolgono professioni: sono medici, ingegneri; in altri casi sono imprenditori e posseggono aziende. Insomma, sono Alte Cariche ma restano uomini che vivono nel mondo. [...] Se insomma [le Alte Cariche] commettono uno dei tanti reati che non hanno nulla a che fare con le funzioni proprie della loro Alta Carica Politica e per i quali tanti cittadini ogni giorno vengono sottoposti a processo?
Secondo il lodo Alfano non gli deve succedere nulla; perché l’unico modo per governare serenamente e pacificamente il Paese è una licenza a delinquere. E insomma l’interesse pubblico avanti tutto.

Ma poi, come le tuteliamo le vittime dei reati commessi dalle Alte Cariche dello Stato?
Beh, dice il lodo Alfano, prima di tutto c’è il processo civile; e poi il giudice può acquisire le prove non rinviabili.
Trattasi di una bufala.

Per continuare a leggere, ecco il post di Bruno Tinti sul Lodo Alfano.


Intervento di Salvatore Vassallo alla Camera dei Deputati (discussione su Lodo Alfano)

11 Luglio 2008

Vassallo e’ stato mio professore e il suo primo intervento in Aula e’ interessante proprio perché viene da uno scienziato della politica e si vede (a volte parla come un libro stampato, ma il tecnicismo e’ cosa apprezzabile nel deserto tecnico che e’ il Parlamento italiano).

[...] Anche grazie alle scelte compiute dal Partito Democratico prima, durante e dopo le elezioni, sarebbe stato possibile costruire in questa legislatura una pratica politica nuova, con un Parlamento meno frammentato, un Governo che gode di un mandato chiaro dagli elettori e di una larga maggioranza e un’opposizione egualmente forte e istituzionalmente leale; sarebbe stato possibile superare la logica delle contrapposizioni pregiudiziali, pur nel riconoscimento delle differenze, anche notevoli, sull’indirizzo politico contingente.
Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio nel suo discorso di investitura e le stesse dichiarazioni del Presidente Fini nel momento in cui ha assunto la carica di Presidente di questa Assemblea contenevano un’enfasi particolare sulla necessità e sull’opportunità di un dialogo costruttivo sulle regole del gioco. Alla prima prova, però, in cui si discute di una delicatissima regola del gioco istituzionale, la maggioranza e il Governo hanno dimostrato di essere largamente inadatti al ruolo che si erano assegnati. È evidente a tutti che l’agenda parlamentare delle ultime settimane sia stata dettata non da statisti con una visione compiuta del disegno istituzionale e dei suoi necessari equilibri, ma da colleghi della maggioranza, eccellenti professionisti nel loro campo, che sono anche – o prima ancora – avvocati difensori del Presidente del Consiglio nei procedimenti giudiziari che lo coinvolgono.
È un fatto ovvio, palese a tutti e in alcuni casi apertamente dichiarato in Transatlantico, che l’agenda parlamentare sia stata dettata dai tempi delle inchieste che coinvolgono l’onorevole Berlusconi [...].


Lodo Alfano

10 Luglio 2008

Su Lodo Alfano sottoscrivo dichiarazione di Rosy Bindi (PD) in Parlamento: “è come dire che il consenso del popolo sospende il valore della legalità“.

Il tema e’ interessante. Già da un po’ mi chiedevo: ma se B. venisse condannato e dovesse andare in galera (ovviamente qua si parla per assurdo), ci sarebbe la guerra civile in Italia? I milioni di sostenitori di B. si riunirebbero di fronte al carcere con forconi e striscioni fino alla liberazione del loro beniamino ingiustamente crocifisso? E il P. se ne laverebbe le mani (grazia)?

Ovviamente B. sta per Barabba.


Una firmetta qui, un’altra qua….

10 Luglio 2008

Napolitano firma il Lodo Alfano…ed e’ tutto. Grazie e buona giornata!


resistenza d’avanzo

30 Giugno 2008

Incredibile ma vero: e’ uscito oggi un editoriale di D’Avanzo che condivido in pieno.

D’Avanzo polemizza apertamente col Corriere, i cui editorialisti, invece di difendere la Costituzione dagli attacchi della maggioranza in tema di giustizia, fanno complicatissimi ragionamenti che in una parola potremmo definire cerchiobottisti.

D’Avanzo invita il Corriere ad uscire allo scoperto. La maggioranza, per salvare il premier dalle sentenze (s)venture, propone le seguenti modifiche in campo giudiziario: fine dell’obbligatorietà dell’azione penale; separazione della funzione requirente da quella giudicante; ridimensionamento del Consiglio superiore della magistratura.

Dopodiche’ l’editorialista di Repubblica si chiede: davvero il Corriere, che ultimamente si produce in complesse teorizzazioni benpensanti a difesa della linea del premier, crede che per risolvere i mali d’Italia si debbano disapplicare i seguenti articoli della Costituzione: 104 (“La magistratura”, pubblico ministero incluso, “costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”); 107 (inamovibilità dal grado e dalla sede); 112 (obbligo d’agire)? Col risultato di avere dei megistrati che stanno al guardasigilli come i prefetti stanno al Ministro dell’Interno? Per giunta in un paese dove uno dei pochi dati incontestabili e’ la diffusa corruzione del sistema politico? E chi dovrebbe indagare su questo cancro, una volta finita l’autonomia della magistratura? Anche ammesso che esista una congiura delle “toghe rosse” contro il premier, per azzoppare questa congiura e’ giusto azzoppare lo stato di diritto?


Italiaindietrotutta

18 Giugno 2008

cheppalle i postpessimisti da vecchio trombone! cheppalle!! chestrapalle e aripalle!!!
li odio, non li voglio scrivere, mi fann’ shkif’ vi dico!

Ogni volta e’ la stessa storia: mi metto a scrivere solo quando sento un impulso irrefrenabile a gridare al mondo (che per approssimazione viene rappresentato dai miei 2 lettori, di cui uno e’ il googlebot e l’altro mio padre). Invariabilmente questo impulso origina da un moto di ribrezzo che mi sale nelle vene e mi formicola nelle mani fino a conquistare la punta delle dita. persino del pollice che poveraccio verra’ coinvolto si’ e no un tasto ogni venti. e ogni volta mi vengono le immense banalità del pessimista cronico, del saccentello scettico, del vecchietto da bar che ce l’ha col governo-ladro-politici-corrotti e col caldo-torrido-che-quest’estate-non-si-respira. quello sdentato che se ne sta seduto davanti alla cronaca nera del Tirreno e inveisce un po’ contro tutti che se fosse per lui.

Insomma, possibile che la lettura delle notizie di oggi mi trasformi ancora una volta – come una specie di Hulk al contrario – nel mio tanto odiato vecchietto rompiballe? Eppure e’ cosi’. Mi sembra che l’Italia torni indietro: Berlusconi da presidente del consiglio spinge per una legge erga omnes che in realta’ mira a bloccare il suo di processo. E il bello e’ che sia lui che i suoi deputati lo ammettono (es. Quagliariello – intervista di oggi al Messaggero).
E allora l’opposizione si oppone e gli altri (1 e 2) gridano alla “vecchia” sinistra. E la “vecchia” sinistra che fa? Alza il telefono e chiama la “stravecchia” sinistra

Addio riforme: bloccati di nuovo in un vicolo cieco.


Italia: nuovo governo, nuovo parlamento e vecchie riforme

21 Maggio 2008

I problemi cronici italiani ormai li conoscono tutti:

-scuola, universita’ e giustizia inefficienti;

-sistema politico inefficiente (il problema principale e’ il bicameralismo perfetto e la ridondanza degli enti pubblici);

-settore pubblico elefantiaco, costoso e improduttivo (3.350.692 dipendenti pubblici a tempo indeterminato nel 2003);

-assenza di un sistema di ammortizzatori sociali (perché tutto lo spendibile viene speso in pensioni): la conseguenza e’ la rigidità del mercato del lavoro;

-spesa pubblica fuori controllo e debito pubblico alle stelle.

Questi sono i veri problemi italiani. Risolti questi, avremmo un sacco di soldi da spendere per le piu’ disparate cause sociali. Cosa leggiamo sui giornali:

+rom e clandestini: il governo e’ deciso a far fronte a questa tenebrosa minaccia;

+federalismo: perche’ solo Roma deve sprecare le nostre tasse? Anche le Regioni abbiano lo stesso diritto, che diamine!!

E tanto per fugare ogni ulteriore dubbio sulle priorita’ di governo, Berlusconi ha messo su uno squadrone. Come ha scritto Sartori:

Ed ecco che all’Ambiente va Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia. Sono anche a qualificazione zero il ministro della Giustizia Alfano e il Ministro dell’Istruzione, una leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia). E così via. Non mi posso dilungare. Ma sono pronto a scommettere che se all’attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all’azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?

Sartori nota anche che gli unici ministri di questo governo con una certa competenza tecnica sono tre: Tremonti, Sacconi e Brunetta. Tremonti e’ un no global di destra che ragiona come un mercantilista del ‘700, Brunetta e’ un odioso professore che in passato ho definito “nano malefico”, Sacconi e’ un craxiano (PSI negli anni ‘80) ovviamente confluito in Forza Italia ed e’ anche una delle persone con cui Marco Biagi si era lamentato – senza successo – del fatto di non avere una scorta.

La tragedia e’ che Sartori ha ragione: sono questi gli elementi di punta del nuovo governo! E ho detto tutto…