Idea. Dividere Lehman Brothers in due società: una good company, senza debiti né esuberi, e una bad company da portare al fallimento. Dai, era una battuta.
Via ¦ Spinoza
Idea. Dividere Lehman Brothers in due società: una good company, senza debiti né esuberi, e una bad company da portare al fallimento. Dai, era una battuta.
Via ¦ Spinoza
Corriere.it: Pronto il piano di Intesa, ora tocca al governo
Chi ha pagato Alitalia in questi anni? I cittadini italiani. Di chi si fa l’interesse?
All’Alitalia serve una soluzione di mercato che risulti accettabile a tutti gli stakeholder della compagnia. E’ questo il ragionamento che vanno facendo gli uomini di Intesa Sanpaolo che hanno lavorato alacremente alle ipotesi per un piano di rilancio di Alitalia [...].
Alla fine e’ finita come doveva finire: con l’accorpamento con Air One. Dai e dai, spingi spingi sono arrivati dove volevano.
integrazione con Air One e conseguente rafforzamento sul mercato domestico. I francesi e i tedeschi si giovano di una posizione di grande forza sui rispettivi territori (in un caso oltre il 90%) perché, argomentano, non dovrebbe farlo la nuova Alitalia che supererebbe di poco il 60%?
Certo, perche’? Forse perche’ chi prende l’aereo vorrebbe avere facolta’ di scelta? Forse perche’ dopo avere finanziato decenni di semi-monopolio non ne possiamo piu’? Ma no….
E se l’Antitrust, come appare più che probabile, aprirà un’istruttoria sulla posizione dominante nella tratta regina, la Linate-Fiumicino, secondo gli advisor la nuova società e i suoi nuovi azionisti potrebbero concordare con il garante “opportune misure” pro consumatori, così come succede per svariate altre rotte europee.
Sono proprio curioso di sapere cosa sarebbero questi miracolosi palliativi in grado di surrogare un mercato aperto… Cittadini italiani!! Udite udite!! Non c’e’ piu’ bisogno della concorrenza: con i monopoli e le “misure pro consumatori” si ottiene lo stesso risultato! Allegria!
Comunque vale la pena ricordare che con l’avvento del servizio ferroviario di alta velocità Roma-Milano è prevista un’ampia trasmigrazione di passeggeri dall’aereo al treno. La concorrenza sarà dunque assicurata, gli studi di mercato prevedono che il treno in pochi anni possa arrivare addirittura al 50% del mercato.
Eccola la soluzione: non vi vanno bene le tariffe Alitalia? Prendete il treno!
Intervista su Repubblica a Luigi Angeletti, segretario UIL che ha abbandonato le trattaive con Air France:
Non credo di fare una confessione scabrosa: Alitalia ha tanti piloti che potrebbe permettersi il triplo di aerei. E impiegati amministrativi in numero sufficiente a coprire le esigenze di dieci aziende. Un call center che costa due, tre volte di più di quelli equivalenti. Ma se io, sindacalista, ho la mia base tra i lavoratori, magari precari, del call center, come diavolo faccio ad accettare la realtà? La contrasto con tutte le mie forze.
Via Quinterelli
Sulla privatizzazione di Alitalia leggo oggi cose che sembrano confermare i timori che esprimevo nel mio post di qualche giorno fa: ennesimo rinvio che sembra proprio volto a trovare un modo di giustificare la cessione a AirOne invece che a Air France-Klm.
Bianchi ha tenuto a precisare che il cda della compagnia che si terrà nel pomeriggio «deciderà nella sua autonomia», anche se in realtà è chiaro a tutti che la decisione sarà politica.
[...]
Alcuni giornalisti hanno fatto notare al ministro Bianchi, a margine di un convegno, che dal punto di vista strettamente finanziario, l’offerta di Air One è meno vantaggiosa per lo Stato e per gli altri azionisti avendo il gruppo di Carlo Toto proposto il lancio di un’Opa ad appena 1 centesimo per azione (attualmente le azioni Alitalia quotano attorno ai 70 cent), il ministro ha replicato: «Se ci limitiamo a un solo numeretto tra i tanti e non leggiamo l’aspetto finanziario complessivo ci facciamo fuorviare da questo unico centesimo che va visto in relazione ad altre cose».
Fonte: Corriere della Sera.it
Spero di sbagliarmi.
La via d’uscita migliore, se si vuole regalare Alitalia a Toto, sarebbe quella di regalargliela davvero, ma senza gli slot. Altrimenti a Toto non viene regalata una compagnia aerea, ma un monopolio. Che se li prenda pure, gli aerei vecchi e il personale viziato, ma gli slot devono essere messi all’asta. E’ quello l’unico valore che Alitalia si porta dietro e che i possibili acquirenti vogliono. Almeno Air France gli slot li pagherebbe. Ma inculare i consumatori non mettendo gli slot di Alitalia all’asta e inculare pure lo Stato regalandoli, mi sembra veramente troppo. Certo, dopo aver visto come è stata privatizzata Telecom Italia, la cosa non mi sorprenderebbe. Con Telecom Italia, per lo meno lo Stato incassò… ma non si finisce mai di migliorare!
Indiscrezioni stampa: la compagnia AirOne, che la politica tutta e i sindacati vorrebbero vedere fondersi con Alitalia a spese dei cittadini-utenti (si creerebbe un megamonopolio sulle tratte aeree interne), ha offerto €0,01 per azione e in più chiede uno sconto sui bond Alitalia. Air France invece ha offerto €0,35 – che andrebbero al Ministero del Tesoro – e in più offre la garanzia di aver già risanato egregiamente un’altra compagnia di bandiera, la KLM.
Ora, la decisione sull’acquirente di Alitalia doveva essere presa ieri, ma è stata rimandata. Adesso stanno studiando qualche scappatoia per dare Alitalia ugualmente a Toto di AirOne.
Non siamo neanche più la Repubblica delle Banane: le banane ormai sono marce.
Perché il cittadino italiano, quando si parla di privatizzazioni, fa sempre la parte dello zerbino?
Forse perché gli italiani sono molto pelosi?