Confesso: raramente leggo gli editoriali di Scalfari. Ma tutte le sante volte che lo faccio, rimango basito. Editoriali fiume tipo gli editoriali di Fidel Castro sulla Granma, per dire cose che si potrebbero dire tranquillamente con un quarto delle parole, saltando di palo in frasca e per di più con la profondità di analisi di un romanzo Harmony. Ma siccome Scalfari è il grande vecchio de La Repubblica – un patrimonio dell’Italia tutta – è giusto dargli lo spazio e l’importanza che merita. E così mi sono chiesto perché spesso io – così interessato all’attualità – non leggessi gli editoriali di questo grande giornalista. Fattami la domanda, mi sono dato una risposta: il tempo.
Come risolvere allora il problema di tutte quelle persone che non hanno il tempo di leggersi un romanzo di prima mattina? Urge un sintetico riassunto che porti finalmente Scalfari alla portata di tutti.
Signore e signori, ecco a voi il riassunto dell’odierno editoriale-fiume di Scalfari in sole 167 parole (sì, avete capito bene: da 2191 a 167!):
1) Si parte con una bella sbavata sull’argomento governativo del giorno: la Finanziaria (è stupenda, checché ne dica Mario Monti);
2) Si continua parlando di Casta, per dire che, beh sì, forse esiste, MA:
3) Ma perché Rizzo, Stella e Giavazzi invece di lamentarsi come checche isteriche di queste baggianate – peraltro sempre esistite – non lasciano in pace il governo e si occupano piuttosto di cose serie come il conflitto di interessi di Berlusconi nel sistema televisivo? (Tradotto: riconduciamo la lotta contro sprechi e privilegi ad una lotta sinistra contro destra, così da sgretolarla, farla scomparire e magari ricondurre un pò di voti dell’antipolitica nell’alveo del PD).
Ecco, adesso che finalmente avete compreso i percorsi seguiti ieri sera dalle sinapsi neuronali di Scalfari, andate in pace.













30 Settembre 2007 alle 9:29 pm |
Ma come si fà a liquidare così un articolo di Eugenio Scalfari (ritenuto grande paladino del PD)che, se pur discutibile dice cose concrete sulle quali riflettere? E cosa vuole Scalfari? L’età anagrafica senz’altro lo salva dall’idea che abbia da chiedere un conto. Forse è il caso che legga gli articoli due o tre volte prima di commentarli in così maldestro modo.
30 Settembre 2007 alle 9:45 pm |
Ciao pidario!
Beh, il commento è maldestro per te che non lo condividi. Io rispetto la tua opinione e non la definisco maldestra, anche se personalmente non la condivido.
L’editoriale l’ho letto bene: IMHO Scalfari è sconnesso e invece che argomentare passa da un’idea all’altra senza troppi collegamenti, facendo mille distinguo, col risultato che si esce storditi dalla lettura dei suoi pezzi. Inoltre, la sua prolissità a volte “seppellisce” un pò le sue stesse idee. Da qui la mia idea di sintetizzare l’editoriale in pillole.
Tutto ciò non toglie che Scalfari sia un editorialista stimato, ex direttore del secondo quotidiano d’Italia e che a molti piace un sacco. Questo non mi stupisce e va bene così.
Per essere costruttivi preferirei però che tu mi indicassi dove ho travisato il suo pensiero. Se mi indichi i punti che ho riassunto male non mi offendo: sarebbe anzi molto interessante per me confrontarmi con qualcuno che la pensa in modo opposto al mio.
Ciao, grazie del commento e a presto.
eurodillo
1 Ottobre 2007 alle 1:28 pm |
E perché Rizzo, Stella e Giavazzi non dovrebbero curarsi di queste (da te citate) baggianate?
A pensare alle cose serie (tipo il conflitto di interessi di Berlusconi) non c’è già il governo?
1 Ottobre 2007 alle 1:43 pm |
Ciao Dadi! Certo che se ne dovrebbero occupare, e meno male che l’hanno fatto!
Io faccio un semplice riassunto di quello che dice Scalfari. Scalfari infatti cita il conflitto di interessi di Berlusconi per dimostrare che i “capitalisti” sono più cattivi dei politici e pertanto dice che i vari giornalisti si dovrebbero occupare di Berlusconi come rappresentante della casta degli industriali. Anch’io però la penso come te e cioè che dovrebbe essere proprio la politica a mettere dei paletti e a farli rispettare. Purtroppo però affari e politica ormai sono troppo intrecciati. Di chi è la colpa? Secondo me, al contrario di quello che dice Scalfari, è della politica, perché è responsabilità della politica fissare le regole e farle rispettare.
1 Ottobre 2007 alle 2:17 pm |
Siamo in linea. Anche se mi permetto una piccola variazione: non ci deve pensare la politica ma ‘i politici’; altrimenti finiamo per pensare a entità astratte senza viso e anagrafe. E nel frattempo gli uomini ce lo mettono nel di d…
1 Ottobre 2007 alle 2:21 pm |
Eh sì: il diavolo sta nei dettagli. Te lo ricordi il famoso “comma Fuda”?
22 Ottobre 2007 alle 3:31 pm |
bella sintesi!
e soprattutto divertente
; )
su scalfari e grillo ne avevo scritto a quel tempo, qua:
http://www.morbin.it/2007/09/13/quando-eugenio-scalfari-si-scaglia-contro/
ciao