
Non sto parlando della classe politica, ma del libro di Rizzo e Stella, che sto leggendo adesso.
Al di là dei contenuti e delle opinioni personali, se c’è una cosa che si può dire con certezza di questo libro è che siamo di fronte ad un caso da manuale di voto col portafoglio. L’edizione che ho fra le mani è la diciottesima. 18 edizioni in 4 mesi. Un milione di copie vendute, delle quali molte vengono lette da più di una persona. E’ quindi grazie non (solo) a questo libro, ma (soprattutto) a chi l’ha comprato, che il tema dell’«elefantiasi» (per dirla con gli autori del libro) della classe politica è entrato in pompa magna nell’agenda politica.
Il libro è talmente pieno di dati, di fatti, di comparazioni, che nessuno può fare dei distinguo e seppellire il j’accuse dei due giornalisti fra i ma e i però. In Italia si è perso il senso della misura: i soldi pubblici vengono regalati come caramelle. La differenza è che ora la gente sa e quindi i politici non possono più far finta di niente.
«La Casta» si apre con lo scandalo delle Comunità Montane di pianura e nella finanziaria in corso di definizione il governo propone di abolire le comunità montane al di sotto dei 500 metri (o dei 600 metri per quelle alpine). La Casta denuncia gli incredibili benefit dei parlamentari – come le assurde spese di barbiere – e Bertinotti annuncia l’adeguamento ai prezzi di mercato dei servizi interni alla Camera dei Deputati.
«La Casta» ha dunque avuto la funzione di agenda setter e questo in virtù del milione di copie, del fatto che la gente sa e più sa e più si scoccia. E soprattutto loro sanno che noi sappiamo!
Parallelamente, monta anche l’insofferenza per le tasse. Il legame è evidente a tutti: più si conoscono gli sprechi del settore pubblico e meno volentieri si pagano le tasse. Così i due temi del momento – che fanno più ascolti, più click, che vendono più giornali – sono Casta e tasse. Adesso è partita la corsa ai tagli: i politici si sono svegliati tutti in vena di risparmio e le proposte di tagli “si sprecano”!
Se però non seguiranno i fatti, il mare in piena non si fermerà, e c’è già un grillo pronto a zomparci sopra. Quindi il governo ha una sola via d’uscita: tagliare, tagliare, tagliare. Se non lo fa, perderà le prossime elezioni, perché i delusi o non voteranno, oppure voteranno centro-destra, Di Pietro, o la lista civica nazionale cui aderisce Grillo, se ci sarà. In ogni caso, saranno tutti voti sottratti al PD. Allo stesso tempo i tagli si scontrano con le proprie convenienze e – per alcuni aspetti – con i sindacati e la sinistra radicale. Chissà se gli conviene tagliare i costi della politica oppure far solo finta, starsene all’opposizione una legislatura, ma in compenso mantenere la mangiatoia. Vara che non è mica così scontato, nè!
P.S. Io ho votato!
P.P.S.S. Non è tutta merda quella che puzza: le grandi privatizzazioni degli anni ‘90 portate a termine dai governi di centro-sinistra furono un enorme taglio di mangiatoia. Certo, ormai se ne parla come della rivoluzione incompleta, dell’occasione perduta, etc. Tutto vero, si doveva fare di più: però il taglio c’è stato e anche lì in parte fu determinato dall’ondata di antipolitica seguita a Tangentopoli (l’altra determinante è che avremmo fatto bancarotta).
> I costi della politica salgono ancora: la Casta promette e non mantiene di Rizzo e Stella sul CorSera (24 settembre 2007)













18 Ottobre 2007 alle 1:54 am |
Un testo molto valido odiato da Mastella e presentato a Ballarò sarebbe giusto metterlo online per far comprendere agli internatuti cos’è la classe politica
3 Dicembre 2007 alle 4:06 pm |
Anche LA CASTA UNIVERSITARIA e’ intoccabile,fino ed oltre l’illecito.La moglie del professore Rossi,docente di studi geopolitici in ateneo romano,una mattina,da buona massaiona della cultura dice a se stessa ae alle comari della domenica:uffa,queste Tesi di mio marito,o le sfrutto o le butto.All’improvviso,dopo dieci mesi si sa che ha vinto,senza avere mai fatto uin rigo di riflessione o ricerca,esame dottorato studi geopolitici Universita’ Pisa.Riscuote regolare stipendio statale gia’ vicina alla pensione,travasa il lavoro degli altri in quello che fa e lavora cinque giorni al mese.Verificare per credere.Questa e’ ancora Casta!