Il cattocomunista

Il cattocomunista Ratzinger

Dietro «l’emergenza della fame» e la questione «ecologica» c’è «la logica del profitto», a cui si contrappone quella «della condivisione e della solidarietà».

Fonte: Corriere della Sera

In Cina, da quando il capitalismo è stato introdotto, il numero di persone povere è passato dai 250 milioni del 1978 ai 29 milioni di fine 2003.

Al contrario, in tutti i luoghi del mondo dove il capitalismo non esiste, come ad esempio nelle dittature ad economia pianificata od oligopolistica (es. Corea del Nord, Russia, etc…) simili trend non esistono. Dove non c’è capitalismo, le condizioni di vita sono sensibilmente peggiori: si parla di vita media, mortalità infantile e di livello di istruzione. Quando ci si reca in paesi dove il capitalismo è sostituito da qualcos’altro, lo si nota immediatamente.

L’indice di sviluppo umano (ISI), che misura l’aspettativa di vita, l’alfabetizzazione, la formazione e la qualità della vita, conferma queste sensazioni: nei paesi dove il mercato è libero la gente vive meglio, non peggio. In verde si vedono i paesi dove l’ISI è alto (fra 0,8 e 1). [Dati 2006; fonte: Wikipedia English]

 

Indice di sviluppo umano

E non è semplicemente una questione di democrazia, perché esistono paesi non democratici dove la scelta del libero mercato consente ugualmente standard di vita alti. La Cina è un esempio in fieri, ma ve ne sono altri consolidati, come Singapore (25° posto al mondo per ISI). Oppure Cuba, che riesce a finanziare molti servizi pubblici grazie all’unico settore in cui il mercato è lasciato libero: il turismo. Ciò non vuol dire che il capitalismo non necessiti di regole, ivi comprese misure tese ad assicurare giustizia sociale e salvaguardia ambientale. Anzi, il capitalismo senza regole NON è capitalismo, perché senza la certa applicazione di regole ferree i mercati non possono rimanere liberi. La storia ha mostrato e mostra chiaramente che quando il mercato fallisce, sopprimerlo è un errore madornale. Vanno piuttosto applicati correttivi (per l’emergenza ecologica, un esempio di correttivo è il mercato del carbonio) che lo lascino libero di operare, altrimenti sono guai. E questo sembra dirlo anche il cattocomunista, quando afferma che «la logica del profitto» e quella della «equa distribuzione dei beni» non sono «in contraddizione l’una con l’altra», purché «il loro rapporto sia bene ordinato»: per la dottrina sociale della Chiesa, «il profitto è naturalmente legittimo e, nella giusta misura, necessario allo sviluppo economico». Salvo però poi sottolineare che «tuttavia [...] il capitalismo non va considerato come l’unico modello valido di organizzazione economica»: può darsi, ma quali sarebbero gli altri modelli validi? Fra quelli sin qui sperimentati, non ne vedo alcuno.

Lascia un commento